Regione Emilia-Romagna - Comunicato Stampa Sul Condono Edilizio

Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato stampa diramato dalla Regione Emilia-Romagna, Area Programmazione territoriale - Politiche abitative - Riqualificazione urbana - Disciplina generale dei lavori pubblici e Osservatorio sugli appalti, pubblicato sul sito web: www.regione.emilia-romagna.it/fr_urbanistica.htm.
In fondo alla pagina è disponibile il link al sito web della Regione Emilia-Romagna circa l'approvazione della legge sul condono edilizio.

CONDONO - IN EMILIA-ROMAGNA SANABILI SOLO GLI ABUSI MINORI. APPROVATA LA LEGGE REGIONALE.
RIVOLA: UNA BUONA LEGGE A TUTELA DEL TERRITORIO
(Bologna, 8 ottobre 2004) - Calano le tipologie di intervento condonabili, si riducono i limiti volumetrici, scompare il silenzio assenso, aumentano le sanzioni pecuniarie. Sono queste le novità principali, rispetto alla normativa statale, con cui la Regione Emilia-Romagna applicherà il condono edilizio sul proprio territorio. In linea con quanto previsto dalla sentenza della Corte costituzionale del 28 giugno scorso che, se da un lato aveva dichiarato legittimo il nuovo condono edilizio deciso dal Governo, dall'altro aveva riconosciuto alle Regioni il diritto a disciplinarne le modalità di applicazione sul proprio territorio, secondo le competenze loro attribuite dal nuovo titolo V della Costituzione.
La scelta fatta a questo riguardo dalla Regione con la legge "Vigilanza e controllo dell'attività edilizia ed applicazione della normativa statale di cui all'art.32 del Decreto legge 30 settembre 2003, n.269", approvata oggi dal Consiglio regionale, è chiara: condonare solo gli abusi minori e assicurare la più ampia tutela del territorio.
"Una buona legge - ha commentato l'assessore regionale alla programmazione territoriale, alle politiche abitative e riqualificazione urbana Pier Antonio Rivola - frutto di un'ampia concertazione, con il contributo della Commissione e dei Consiglieri regionali, degli Enti locali, delle Associazioni di categoria, degli Ordini professionali. Una legge a tutela del territorio, della sicurezza e della legalità con la quale confermiamo la nostra valutazione contraria alla scelta del Governo, che consideriamo oltre che sbagliata anche improduttiva sul piano finanziario".
Al contrario di quanto prevede la legge statale, dunque, in Emilia-Romagna non potranno essere sanate le nuove costruzioni né le nuove unità immobiliari ricavate in edifici esistenti. Così come, non saranno condonabili tutti gli interventi privi dei requisiti minimi igienico-sanitari. E per quanto riguarda gli ampliamenti e le sopraelevazioni, il volume massimo condonabile viene notevolmente ridotto. Dai 750 metri cubi a domanda previsti dal testo statale (elevabile fino a un massimo complessivo per edificio di 3 mila metri cubi) in Emilia-Romagna si passa a un limite massimo non superiore al 10% del volume della singola unità abitativa nei condomini e a limiti complessivi per edificio che vanno dai 100 ai 300 metri cubi a seconda della tipologia e della destinazione d'uso degli edifici.
Per regolarizzare le difformità tra la licenza edilizia originaria e l’opera realizzata prima del 30 gennaio 1977 (data di entrata in vigore della legge Bucalossi), non occorre presentare domanda di condono, in quanto tali irregolarità sono sanate a tutti gli effetti dalla legge regionale.

COME SARA' IL CONDONO EDILIZIO IN EMILIA-ROMAGNA
Il condono potrà essere applicato alle violazioni edilizie realizzate in Emilia-Romagna entro il 31 marzo 2003. Le domande potranno essere presentate agli Sportelli unici per l'edilizia dei singoli Comuni entro il 10 dicembre 2004 (ma vista l'esiguità del tempo a disposizioni, viene prevista anche la possibilità di completare l'asseverazione del professionista nei successivi sei mesi), mentre il rilascio da parte del Comune dei titoli in sanatoria dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2006.
L'idea guida della legge è che possono essere condonati solo gli interventi edilizi che non comportano significativi pregiudizi per il territorio. Dunque solo gli abusi minori e comunque verificato il rispetto di determinate condizioni minime di sanabilità. Sono invece tassativamente esclusi da qualsiasi possibilità di sanatoria i seguenti tipi di intervento: nuovi edifici e nuovi manufatti edilizi; abusi in edifici già condonati per abuso grave; ampliamenti e sopraelevazioni in edifici di pregio storico, in aree demaniali o in aree protette; realizzazione di nuove unità immobiliari in edifici già esistenti, salvo i casi di recupero dei sottotetti negli edifici mono e bi-familiari.
Per quanto riguarda invece gli interventi sanabili, ecco cosa prevede la legge regionale.

AMPLIAMENTO E SOPRAELEVAZIONE DI EDIFICI ESISTENTI:
E’ previsto il rilascio del titolo in sanatoria solo se l'aumento della volumetria di ogni singola unità non supera il 10% della cubatura originaria nei casi di edifici produttivi, agricoli, direzionali, commerciali, ricettivi e ricreativi; e sempre che non si superino i limiti complessivi, per edificio, di 300 m.c.. Per le aziende titolari di più edifici produttivi, ubicati nello stesso comune, il limite massimo dell’ampliamento ammesso è di 600 m.c.. Quanto agli edifici residenziali vengono fissati i seguenti limiti: il 10% per ogni unità abitativa nei condomini, indipendentemente dalle dimensioni dell’appartamento; i 100 m.c. per ciascuna unità immobiliare, nel caso di edifici mono e bi-familiari. Tali limiti vengono decurtati del 50% se l'ampliamento o la sopraelevazione ha riguardato edifici nel centro storico o nella prima fascia costiera (arenile e aree immediatamente adiacenti) dei Comuni della Riviera (corrispondenti alle zone di riqualificazione della costa e dell’arenile individuate dal Piano paesistico). Nei soli edifici residenziali è poi ammessa, senza limiti dimensionali, la chiusura di balconi e logge.

RISTRUTTURAZIONE E RESTAURO DI EDIFICI ESISTENTI:
Il condono potrà essere rilasciato solo dopo aver verificato la sussistenza di determinati parametri dimensionali (altezza media non inferiore a 2,40 metri) e di determinati requisiti igienico sanitari. Per gli interventi di restauro su edifici vincolati è obbligatorio inoltre il parere favorevole della Sovrintendenza ai beni architettonici o della Commissione per la qualità architettonica e il paesaggio.

MANUTENZIONI STRAORDINARIE
Il condono è ammesso in tutti i casi, purché non abbiano interessato elementi strutturali dell'edificio.

CAMBI DI DESTINAZIONE D'USO SENZA OPERE
Il condono è escluso qualora questi comportino un significativo aggravio dell'impatto urbanistico, sul traffico , sull'ambiente, sulla qualità della vita nella zona interessata, essendo invece ammessa la sanatoria per mutamenti d’uso di limitate dimensioni. Il caso tipico di intervento non sanabile è il cambiamento di destinazione d'uso da capannone artigianale a centro commerciale, mentre è ammesso il mutamento per la realizzazione di un negozio.

Quanto al procedimento per il rilascio della sanatoria, scompare il silenzio assenso previsto invece dalla normativa statale. Qualora il titolo in sanatoria non venga rilasciato entro il termine ultimo del 31 dicembre 2006, il cittadino può fare richiesta al Comune di provvedere entro i successivi 15 giorni e in caso negativo chiedere la nomina di un commissario ad acta provinciale .
Per quanto riguarda inoltre gli adempimenti di tipo economico a carico di chi fa domanda di condono, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di avvalersi di tutte le possibilità offerte dalla legge statale. Così oltre all'oblazione prevista dallo Stato viene introdotta una quota integrativa del 10% destinata a finanziare il fondo di rotazione per le spese di demolizione; viene raddoppiato il contributo di costruzione; aumentano del 20% i diritti di segreteria da versare ai Comuni. Questi hanno però la possibilità di rinunciare a tale ulteriore introito entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge regionale, così come anche di rateizzare il pagamento del contributo di costruzione.

UNA LEGGE PER GARANTIRE ANCHE UNA PIU' EFFICACE TUTELA DEL TERRITORIO
Condono, ma non solo. La nuova legge sulla vigilanza e il controllo dell’attività edilizia non si limita a dettare le regole di applicazione del condono edilizio in Emilia-Romagna, ma ridefinisce anche il quadro generale dell'attività di controllo e sanzione degli abusi edilizi, con un obiettivo di fondo: creare le condizioni affinché l'abusivismo edilizio divenga sempre più in Emilia-Romagna un fenomeno residuale.
Le novità più interessanti riguardano le sanzioni pecuniarie che saranno agganciate agli effettivi valori di mercato; i termini perentori entro cui i Comuni dovranno accertare l'abuso e procedere all'applicazione della sanzione; la costituzione di un Fondo di rotazione per sostenere le spese di demolizione a favore dei piccoli Comuni; la costituzione di un "sistema informativo" per garantire la completa tracciabilità degli abusi edilizi e controlli più sistematici promossi dalla Regione attraverso rilevamenti periodici aerofotogrammetrici o satellitari./PF

a cura di: Servizio Stampa e Informazione della Giunta
e-mail: uffstampa@regione.emilia-romagna.it

Links:
www.regione.emilia-romagna.it/wcm/NotizieUfficioStampa/2004/ott/condono.htm


Scritto da: D. Minguzzi

 


 


Stampa il contenuto della pagina
Consiglio Disciplinare
 
Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Ravenna Tutti i diritti Riservati Cod.F. e P.Iva: 80009220395
Privacy Policy
Scrivi al Collegio